Track

Marco Santilli

Primary Instrument: Clarinet

Marco Santilli

Marco was born in Locarno and grew up in the Italian speaking region of Switzerland. After attending the commercial school Marco decided to go ahead with studying the clarinet at the Zurich Music Academy under Hansjuerg Leuthold and Heinz Hofer. He also studied wind orchestra conducting under Franco Cesarini with whom he consolidated his skills in instrumentation and arranging.

After he received his diploma in orchestral performance and teaching, he became adjunct clarinetist for the orchestra of the Zurich Opera House. He then was selected as adjunct clarinetist for the Orchestra della Svizzera Italiana. Marco earned his soloist diploma with a “First Prize for Virtuosity” from the Lausanne Music Academy, where he had studied clarinet under Frédéric Rapin. After having taken lessons with George Robert, he participated in various Jazz workshops with Gary Burton/Makoto Ozone, Oliver Ker Ourio and George Gruntz. He has also taken part in “Berklee at Umbria Jazz” and Zurich Jazz School programs....
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Article by Neri Pollastri, All about Jazz (Italy):

Difficile davvero riuscire a collocare questo disco, strano fin dalla formazione - un duo di ance - e giocoso fin dal titolo.Giordano Muto e Marco Santilli, innanzitutto, sono fior di musicisti, che non hanno cadute di stile né quando si dedicano alla musica popolare - “Sacra terra del Ticino”, con Santilli ottimo anche alla chitarra e alla voce - né quando si avvicinano, su composizioni originali, alla musica classica contemporanea - nella eccellente ed evocativa “Black”, per sax baritono e clarone, o in “Atlantis”. I due, poi, mischiano le carte in continuazione. Perché, ad esempio, con una formazione così ristretta e particolare non sarebbe possibile rileggere “Alfonsina y el mar” se non con una espressività marcatamente cameristica, stravolgendone in tal modo la cifra. Oppure perché, come in “Qualcuno volò sul nido”, avviano giocando a fare i Rova, poi, dopo un passaggio quasi New Orleans, ritornano tranquilli tranquilli in Ticino… Infine, il fatto che qua e la tra le tracce, cantate da Santilli facciano capolino delle vere e proprie canzoni, tradizionalissime anche quando scritte ex novo, rende tutto ancor più sfuggente… Non stupisce, dunque, che tra i pareri entusiasti che sono stati spesi per questo due vi sia quello di Gianluigi Trovesi, eclettico per antonomasia, e in fondo tutt altro che lontano da quella tradizione ticinese alla quale Muto e Santilli attingono continuamente. Alla fine, anche se non si sa bene su quale scaffale metterlo - o, forse, proprio per questo - un disco gustoso, pieno di bei suoni, di belle melodie e di geniali invenzioni.

Article by Virginia Pietrogiovanna, Ticino 7:

Un Ticino scevro di cliché e immagini-cartolina e invece osservato con occhi attenti, curiosi, ma soprattutto ascoltato con orecchie diverse. La terra del merlot e degli zoccoletti viene rivistitata dal duo di origine ticinese (ma con dimora Oltralpe) formato dal clarinettista e cantante Marco Santilli e dal sassofonista Giordano Muto. “Belli in zona”, l album pubblicato in collaborazione con Rete Due, percorre in musica il cantone Ticino con movenze jazz, incursioni nei temi tradizionali, rivisitazioni e brani originali. Nulla di quanto già udito in musica riguardante la Svizzera italiana si trova però in questo spumeggiante 13 tracce. Niente manfrine, ballate e mandorlini. Niente di prevedibile. Certo, si canta anche in dialetto (ma non solo) con “O ra valmaggina”, il brano popolare della Valle Maggia, che descive con semplice intensità una vita di stenti e sacrifici. Anche in “Scurdàss”, si canta in dialetto, ma questa volta in quello di Novazzano. E non è tutto. Fra gli autori dei brani si ritrova anche Gianbattista Mantegazzi, con la sua celebre marcia “Bellinzona”, o - assieme a Calgari - con “Sacra terra del Ticino”. C è il canto popolare del “Cucù”, “La maggiolata”, una canzone dedicata ad Alfonsina Storni, la poetessa argentina di origine ticinese, un altra al tunnel del San Gottardo “dedicata a tutti gli amici e gli studenti che prendono il treno della domenica sera per andare oltre Gottardo” (come si legge nel booklet). Non manca l emigrante, in “Lettera dall America”. Il Ticino, insomma, è ben presente nel disco, eppure non lo si coglie a prima vista, pare travisato. Ma non è cosi. Più che il Ticino e la sua produzione musicale in “Belli in zona” si ritrova un essenza del sud della Svizzera che dà sapore alle composizione e agli arrangiamenti del versatile duo. Gli echi, le impressioni, le immagini del Ticino si stemperano in un gioco divertente e divertito di richiami fra gli strumenti, dove a prevalere, sempre, è l atto creativo, la voglia di far musica. Lo spunto offerto da una strada, una situazione o un frammento di canto popolare da il “la” ai due giovani musicisti per lanciarsi in evoluzioni melodiche e tonali, ricche, poetiche, vivaci e malinconiche, appese ad un filo di fiato oppure a cascata, vertiginosamente. Caratteristica che unisce tutte le composizioni è l assoluta imprevedibilità della musica di Santili e Muto. Seri eppure pronti a sfociare in una risata, scherzosi, ma impeccabile nelle loro esecuzioni, seguono orme altrui per compiere passi assolutamente originali: l orizzonte d attesa dell ascoltatore viene di volta in volta disilluso. E il messaggio che pare trasmettere questo elegante e insieme singolare omaggio al Ticino è proprio quello di non limitarsi ad osservare la propria terra, i propri luoghi, con la stessa lente e la medesima prospettiva. Se il Ticino ha saputo ispirare un gioco musicale così fresco e vivace, di certo non puù esaurirsi nei preconcetti e negli sterotipi che troppo spesso si vede affibbiare.

Santilli Alderighi

Godiva soleva
MONS Records
2012
Godiva soleva; Il tanghero va; All'immusonita; Sciorinando lusinghe; Cieli; Indaco; Le sofa de Joel; Leventango; Lettera dall'America; Al nocciolo delle cose; Caffè sospeso; Seranada in minur; Scambio di battute.
Marco Santilli: clarinet, bass clarinet, compositions
Paolo Alderighi: piano

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Clarinet: Buffet-Crampon, Prestige
Bass-Clarinet: Selmer, Privilège
Microphone: AMT-WS for clarinet

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