Born: May 28, 1980 Primary Instrument: Piano
Last Updated: December 10, 2012A great hit (S. Pakzad, Jazzthing 10/08)
“He will prove to be a bright light in the field of creative jazz.” (Garry Dial)
„This guy is swinging…“ - „…great flow“ (Richie Beirach)
„Benedikt is an energetic young musician with excellent time and interesting ideas“ - „…I was pleased to hear his new compositions”. (John Taylor)
For my Ilatian speaking friends: Le note di copertina dell'album sono scritte da Wolfgang Muthspiel. Sul sito di Jahnel, si possono invece leggere lusinghieri commenti espressi nei suoi confronti da musicisti come Richie Beirach, John Taylor, David Friedman. Certo il jazz non è più quello degli anni '60, ed il vecchio adagio “dimmi con chi suoni e ti dirò chi sei” ha forse perso parte della sua efficacia. Ma è indubbio che se personaggi del calibro di quelli appena menzionati spendono parole di elogio nei confronti di un giovane collega, significa che siamo di fronte ad un musicista di talento. Talento che effettivamente emerge sin dalle prime note di Modular Concepts, album che si apre con una sequenza accordale dal sapore vagamente antico, ed al tempo stesso altrettanto vagamente contemporaneo, eseguita con estrema pulizia ed un tocco cristallino. Come tutti i pianisti della sua generazione (è nato nel 1980), Jahnel non si pone troppi problemi di coerenza linguistica e spazia tranquillamente dal jazz più tradizionale agli echi eurocolti, da Keith Jarrett al rock. Il più delle volte lo fa con l'impeto della giovinezza. Ovvero: investendo l'ascoltatore con una valanga di note. Il rischio è quello di perdere in efficacia, diluire la musica lungo mille rivoli, venire assimilati ad organici già presenti sulla scena ma di ben minore talento e creatività (stiamo pensando ad esempio ai Bad Plus). Le ultime due tracce dell'album, più distillate, fanno tuttavia pensare che Jahnel sia in qualche misura consapevole di questo rischio, e che sia musicalmente attrezzato per affrontarlo e trovare la giusta via. Solo il tempo dirà verso quali territori approderà nel suo cammino. In ogni caso, un musicista da seguire con attenzione. (Paolo Peviani; allaboutjazz Italy Jan09)
„Jahnel ist gerade 21 Jahre alt, stammt aus Geretsried (bei München) und ist bereits jetzt am Klavier so unglaublich gut, dass einem ganz schwindelig wird, wenn man an noch weitere Steigerungen denkt.“ (Münchner Merkur 22.01.02)
„In dieser Offenheit, gepaart mit hohen technischen Fertigkeiten und feinem musikalischem Gespür liegt seine Stärke...“ (Süddeutsche Zeitung)
„Jahnel…: ein swingendes Kleinod zum Ausspannen und Genießen.“ (Süddeutsche Zeitung 05.06.01.)
„Benedikt is an excellent improvisor and an accomplished composer”... „He is a highly creative musician...” (Owen Howard)
„Benedikt ist eine kreative, einfühlsame und kommunikative Musikerpersönlichkeit“ &bdHe plays his ass of“ (David Friedman)
„… eine der ganz großen Hoffnungen in Sachen Modern Jazz.“ (Die Jazz Zeitung)
„Nicht gewaltig und kompliziert, sondern melodiös und fein strukturiert... mit Raum für kleine Zaubereien. (Süddeutsche Zeitung)
„Spontaneität ist sein Markenzeichen (Münchner Merkur)
„Benedikt ist ein umfassend qualifizierter Musiker der über einen ausgeprägten eigene Stilistik und ein eigenständiges harmonisches Bild verfügt … Jahnel wird höchsten Ansprüchen gerecht … er kann seine Stilistik im Rahmen einer ästhetischen Vorstellung musikalisch umsetzen … er ist ein technisch außerordentlich versierter Spieler“ (Peter Weniger)
„Da gibt es still pulsierende Ostinati in ungeraden Metren, die sich wie Rauchschwaden am Wüstenhimmel kräuseln, elegische Klaviermomente, die an Schubert oder Jarrett auf Salto schlagenden Teppichen gemahnen, oder ekstatische Rufe aus dem Freudendelirium eines Sufis.“ (Jazz Thing 01.04.05)

